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Come fare un poster scientifico: la guida completa

Come si costruisce un poster scientifico per un congresso: struttura, quanto testo mettere davvero, gerarchia visiva e i sei errori che vediamo arrivare in stampa.

GUUG · luglio 2026

◆ In breve

Un poster scientifico non è un articolo appeso al muro: è un richiamo visivo che deve funzionare da tre metri di distanza e reggere una conversazione di tre minuti. La regola pratica: meno di 800 parole in tutto, una sola domanda di ricerca in evidenza, i risultati come protagonisti e il metodo ridotto all'essenziale. Il resto lo racconti tu di persona. In fondo trovi i sei errori che vediamo più spesso quando i file arrivano in stampa, tutti evitabili in dieci minuti.

La struttura: gli otto blocchi di un poster

Quasi tutti i congressi si aspettano la stessa impalcatura, ereditata dall'articolo scientifico ma compressa. Non serve inventare: serve dosare. Questi sono i blocchi, con lo spazio che meritano davvero.

Titolo

il 90% del lavoro

È l'unica cosa che tutti leggeranno. Deve dire il risultato, non l'argomento: non "Studio sull'aderenza terapeutica" ma "L'aderenza terapeutica cala del 40% dopo sei mesi". Corpo grande, leggibile da tre metri.

Autori e affiliazioni

sotto il titolo

Nomi, istituzioni e, se il congresso lo prevede, i loghi. Va tenuto sobrio: è la riga che serve a farsi riconoscere, non a riempire spazio.

Introduzione

3-4 righe

Il contesto minimo indispensabile e una sola domanda di ricerca, scritta in modo che si capisca senza leggere altro. Se servono due paragrafi per arrivarci, la domanda non è ancora chiara.

Metodi

il più corto

Disegno dello studio, popolazione, misure, in forma quasi telegrafica. È il blocco che tutti sovradimensionano e che quasi nessuno legge: chi è interessato lo chiede a voce.

Risultati

il protagonista

Deve occupare circa metà del poster ed essere fatto di grafici e tabelle, non di prosa. Un grafico ben fatto con una didascalia di una riga vale tre paragrafi.

Conclusioni

2-3 punti

Cosa hai trovato e perché conta, in punti elenco. Se una conclusione non è sostenuta da un grafico che sta sopra, va tolta.

Bibliografia

4-6 voci

Solo i riferimenti davvero citati nel poster, in corpo piccolo. Nessuno legge venti citazioni su un pannello.

Contatti e QR

in basso

Email, eventuale QR che porta al preprint o ai dati. Il QR va provato con il telefono sul poster stampato, non solo a schermo: se è troppo piccolo o finisce su un fondo scuro non viene letto.

Quanto testo mettere: molto meno di quanto credi

È il punto su cui si gioca la riuscita di un poster, e quasi tutti sbagliano nella stessa direzione. La misura di riferimento condivisa nella comunità scientifica è sotto le 800 parole complessive, considerando titoli, didascalie e bibliografia. Molti poster che arrivano da noi ne hanno il doppio.

Il motivo è pratico, non estetico. In una sessione poster le persone camminano, si fermano a due o tre metri, decidono in pochi secondi se avvicinarsi. Se da quella distanza vedono un muro di testo, proseguono. Il poster non deve raccontare tutto: deve fermare qualcuno e farlo parlare con te. Il contenuto completo sta nell'articolo, e il QR serve esattamente a questo.

Una prova che funziona sempre: stampa il poster in A4, appendilo e allontanati di un metro. Un metro su A4 corrisponde grosso modo a tre metri sul poster in A0. Se a quella distanza non riesci a leggere il titolo, i sottotitoli dei blocchi e i numeri dei grafici, il corpo del testo è troppo piccolo.

Come si guarda un poster

Chi passa davanti a un poster non lo legge da sinistra a destra come una pagina: salta al titolo, poi al grafico più grande, poi alle conclusioni. Solo se a quel punto è interessato torna indietro a leggere metodi e introduzione. Progettare il poster seguendo questo percorso, invece dell'ordine dell'articolo, cambia completamente la resa.

Colonne, non righe

Due o tre colonne verticali, lette dall'alto in basso e poi da sinistra a destra. È il flusso che le persone si aspettano e non richiede frecce o numeri per essere capito.

Corpo del testo

Su un A0 il corpo del testo sta bene fra i 24 e i 32 punti, i sottotitoli di sezione fra i 48 e i 60, il titolo fra i 72 e i 100. Sotto i 24 punti non si legge in piedi.

Spazio bianco

Lo spazio vuoto non è spazio sprecato: è quello che rende leggibile il resto. Un poster con margini generosi e aria fra i blocchi sembra più curato e si legge più in fretta.

Colore con parsimonia

Un colore di accento per evidenziare il dato che conta, il resto in scala di grigi o in tinte tenui. I poster che usano sei colori diversi non guidano l'occhio da nessuna parte.

I sei errori che vediamo arrivare in stampa

Questi non sono consigli di stile: sono i problemi concreti per cui un poster va ristampato, di solito il giorno prima della partenza. Li vediamo dal banco e sono sempre gli stessi.

⚠︎ Immagini a bassa risoluzione

È di gran lunga il più frequente. Un grafico copiato da una presentazione o scaricato da un sito sta a 72 punti per pollice: a schermo è perfetto, stampato in A0 diventa sgranato. Servono immagini a 150 punti per pollice alla dimensione finale, oppure grafici vettoriali esportati direttamente dal software di analisi.

⚠︎ Il file costruito in dimensione sbagliata

Poster impaginati su una slide di PowerPoint da 25×19 cm e poi ingranditi otto volte. L'ingrandimento moltiplica ogni difetto. La dimensione del documento va impostata subito a quella finale, o almeno in scala esatta (per esempio metà, poi raddoppiata in stampa).

⚠︎ Testo troppo piccolo

Il secondo classico. Sotto i 24 punti su un A0 nessuno legge in piedi, e la tentazione di rimpicciolire per far entrare tutto è esattamente il sintomo del problema vero: c'è troppo testo.

⚠︎ Colori che virano in stampa

Gli azzurri e i verdi brillanti che si vedono a schermo non esistono in stampa: sono colori che il monitor produce con la luce e la carta no. Se un grafico distingue due gruppi solo per una sfumatura di blu, in stampa i due gruppi diventano uguali. Meglio distinguere anche con il tratteggio o con la forma dei marcatori.

⚠︎ Font non incorporati

Il file si apre da noi e i caratteri cambiano, mandando all'aria l'impaginazione. Si evita esportando in PDF con l'opzione di incorporamento dei font attiva, e ricontrollando il PDF su un computer diverso dal proprio.

⚠︎ Nessun margine di sicurezza

Testo o loghi appoggiati al bordo del foglio. In fase di taglio e di montaggio sul pannello si perdono sempre alcuni millimetri: conviene tenere almeno 2 cm liberi su ogni lato.

Domande frequenti

Quanto testo deve avere un poster scientifico?
Meno di 800 parole in tutto, comprese didascalie e bibliografia. È la misura condivisa nella comunità scientifica e regge alla prova pratica: un poster più denso non viene letto in una sessione affollata. Se il testo non ci sta, il problema non è il corpo del carattere ma la quantità di contenuto.
Che dimensione deve avere un poster per un congresso?
Il formato più richiesto in Europa è l'A0 verticale, cioè 84,1 × 118,9 cm, ma ogni congresso pubblica le proprie misure nel regolamento e vanno rispettate, perché i pannelli espositivi sono di dimensione fissa. Le misure di tutti i formati e come leggere il regolamento sono nella guida dedicata alle dimensioni del poster scientifico.
Meglio verticale o orizzontale?
Decide il congresso, non il gusto personale: il pannello assegnato ha un orientamento fisso e un poster orizzontale su un pannello verticale semplicemente non entra. In assenza di indicazioni, il verticale è la scelta più sicura in Europa.
Con quale programma si fa un poster scientifico?
Va bene qualsiasi programma che permetta di impostare la dimensione reale del documento: PowerPoint è il più usato ed è del tutto adeguato, Canva è comodo, LaTeX con beamerposter è lo standard in area matematica e informatica. Il confronto fra le opzioni e i modelli disponibili è nella guida su modelli ed esempi di poster scientifico.
Quanto tempo prima devo preparare il poster?
La stampa in sé richiede poco, ma il margine serve per gli imprevisti: un file da rifare perché le immagini sono a bassa risoluzione costa un giorno. La regola pratica è avere il file definitivo almeno tre giorni prima della partenza. Se sei a Roma e sei in ritardo, la stampa in giornata si può fare: vedi la pagina sulla stampa del poster scientifico.
Devo mettere un QR code sul poster?
È utile se porta a qualcosa di concreto: il preprint, il dataset, il tuo profilo. Va messo in basso, di dimensione generosa, su fondo chiaro, e va provato con il telefono sulla stampa vera. Un QR che non si legge è peggio di nessun QR, perché chi ci prova e fallisce se ne va.
Il poster si può stampare su tessuto invece che su carta?
Sì, ed è la soluzione tipica di chi viaggia in aereo: il tessuto si piega e sta in valigia, mentre la carta richiede un tubo rigido che spesso non rientra nel bagaglio a mano. Vantaggi e limiti dei due materiali sono nella guida sulle dimensioni e i materiali del poster.

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