PDF/A-1
2005
La prima versione, la più restrittiva. Non ammette trasparenze, JavaScript, allegati. Universalmente accettata da tutte le università italiane. Se il regolamento dice solo "PDF/A" senza specificare, è quasi sempre PDF/A-1.
Guida pratica · 7 minuti di lettura
Quasi tutte le università italiane oggi richiedono il deposito digitale della tesi in formato PDF/A, il PDF "da archivio". È diverso dal PDF normale: garantisce che la tesi resti leggibile fra 30 anni, ma per generarlo correttamente devi spuntare le opzioni giuste e verificare la conformità. In questa guida la procedura passo-passo per Word, Mac e Adobe Acrobat, più la checklist anti-errori.
PDF/A è una variante del formato PDF pensata per l'archiviazione a lungo termine. La "A" sta per "Archive". È uno standard ISO (ISO 19005) sviluppato per garantire che un documento digitale resti leggibile in modo identico anche fra 30 o 50 anni, indipendentemente da quale software, sistema operativo o tecnologia sarà disponibile in futuro.
La differenza pratica con il PDF normale: nel PDF/A tutti i font sono incorporati nel file (anche quelli di sistema), niente JavaScript, niente collegamenti esterni che possono morire, niente cifratura, niente trasparenze (nella versione 1) e metadata XMP completi. Tutto questo rende il file un po' più grande del PDF normale, ma garantisce che venga aperto in modo identico ovunque.
Le università italiane lo richiedono perché la tesi finisce nel repository digitale dell'ateneo (biblioteca, archivio aperto, sito del dottorato) dove deve restare consultabile per decenni. Senza PDF/A, fra 20 anni una tesi potrebbe non essere più leggibile correttamente. Con PDF/A, è garantito.
Lo standard PDF/A è stato aggiornato negli anni. Ogni versione ha regole leggermente diverse. Per una tesi universitaria italiana standard, la versione che ti serve è quasi sempre PDF/A-1b.
PDF/A-1
2005
La prima versione, la più restrittiva. Non ammette trasparenze, JavaScript, allegati. Universalmente accettata da tutte le università italiane. Se il regolamento dice solo "PDF/A" senza specificare, è quasi sempre PDF/A-1.
PDF/A-2
2011
Ammette trasparenze, layer, JPEG 2000, allegati PDF/A. Adatta a tesi con grafica complessa (architettura, design). Compatibile con la maggior parte dei sistemi di archiviazione universitari.
PDF/A-3
2012
Come la 2 ma ammette allegati di QUALSIASI tipo (Excel, immagini, video). Utile per tesi sperimentali con dataset allegati. Verifica però che il tuo ateneo la accetti: alcune segreterie esigono ancora 1 o 2.
PDF/A-4
2020
L'ultima versione, basata sul PDF 2.0. Ancora poco diffusa nelle segreterie universitarie italiane. Non usarla a meno che il regolamento del tuo corso la richieda esplicitamente.
ⓘ Suffissi "a" (es. PDF/A-1a) significa "accessibile" (taggato semanticamente). "b" (es. PDF/A-1b) significa "base" (solo riproducibilità visiva). Per la tesi, "b" è sufficiente.
Tre strade pratiche, in ordine dalla più semplice alla più professionale. Per il 90% delle tesi, il metodo Word basta.
Sette controlli da fare prima di considerare il PDF/A pronto per la consegna. Se uno solo di questi punti non è in regola, il validatore segnalerà errore.
Ogni font usato nella tesi deve essere "embedded" nel PDF. Verifica: in Adobe Reader, File → Proprietà → Font: ogni voce deve dire "(Incorporato)" o "(Subset incorporato)".
Form interattivi, calcolatori, animazioni sono vietate in PDF/A-1. Se hai esportato da Word non hai questo problema.
Immagini con sfondo trasparente o effetti di trasparenza devono essere "appiattite" prima dell'export. Acrobat lo fa in automatico nella conversione.
I link nel PDF devono puntare a URL validi o essere convertiti in semplice testo. Link a "file://" o "C:\..." sono sempre da rimuovere.
Titolo, autore, soggetto, parole chiave devono essere compilati nei metadata del PDF. Su Word: File → Informazioni → Proprietà.
Immagini in CMYK con profilo colore mancante danno errore. Tutte le immagini della tesi vanno salvate in sRGB prima dell'import in Word.
PDF/A non ammette protezione con password o cifratura. Se hai protetto il PDF, devi rimuovere la protezione prima della conversione.
Errori che vediamo regolarmente: la tesi è perfetta, ma la conversione PDF/A fallisce all'ultimo minuto e tocca rifare tutto sotto deadline.
Il PDF "normale" generato da Word NON è PDF/A. È solo PDF generico. Se l'università richiede PDF/A devi spuntare esplicitamente la casella "ISO 19005-1" nell'esportazione.
Hai usato un font fancy (calligrafico, di sistema operativo specifico) e durante la conversione viene sostituito o non incorporato. Il PDF/A fallisce la verifica. Soluzione: usa font standard (Times, Garamond, Calibri) o incorpora manualmente i font.
Hai inserito loghi o grafici PNG con sfondo trasparente. PDF/A-1 non lo ammette. Soluzione: prima di esportare, "appiattisci" le immagini (in Photoshop: Livello → Unisci visibili) o salva su sfondo bianco.
Hai esportato pensando sia PDF/A, ma non hai verificato la conformità. Strumenti online gratuiti per la verifica: PDFen.com, Adobe Acrobat Reader (Strumenti → Verifica conformità). Non consegnare nulla senza verifica.
PDF/A tende a essere più grande di un PDF normale (font incorporati, immagini ad alta risoluzione). Una tesi di 100 pagine può arrivare a 30-50 MB. Se l'università ha un limite di upload (spesso 20 MB), riduci la risoluzione delle immagini PRIMA di convertire in PDF/A.
Hai fatto modifiche nell'ultimo giorno e hai convertito la versione di due giorni fa. Sembra ovvio ma succede spesso, soprattutto con file multipli sul desktop. Rinomina sempre il PDF/A finale con data: "tesi_definitiva_2024-03-15.pdf".
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